Allegato alla circ. 1-2012
IL CIELO DI FEBBRAIO 2012
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In Febbraio, dopo il tramonto del Sole, risplendono alte nel cielo le
cost. di Orione, Toro, Auriga e Gemelli.
A sud c’è Orione,
con sette stelle ben luminose: quattro sono disposte ai vertici di un
quadrangolo irregolare e tre, allineate e ravvicinate, sono nell’interno
del quadrangolo a formare la cosiddetta “cintura”.
Seguiamo la direzione delle tre stelle della cintura: se andiamo verso destra e in alto troviamo la rossa Aldebaran (la stella più luminosa del Toro) e, più in alto, l’ammasso delle Pleiadi (M45); se andiamo invece verso sinistra e in basso troviamo la brillantissima Sirio del Cane Maggiore, la stella più luminosa per tutti gli abitanti della Terra.
Le Pleiadi. Nella costellazione del Toro c’è
il più famoso ammasso aperto del cielo: le Pleiadi, o Sette Sorelle. Si tratta
di stelle molto calde, bianco-azzurre e molto giovani. A occhio nudo se ne
contano 6-7, ma un piccolo telescopio ne rivela decine e decine. La zona di cielo
occupata dalle pleiadi è disseminata di materia nebulare, le cui parti più
dense si trovano in corrispondenza delle stelle principali dell’ammasso; questa
materia è resa luminosa per effetto della luce riflessa dalle stelle stresse. Le
Pleiadi sono distanti circa 400 anni luce e
hanno un’età di alcune decine di milioni di anni. Sono conosciute fin
dall’antichità.
Secondo una
versione del mito, le Pleiadi sono figlie di Atlante e di Pleione. Morirono di
dolore per la morte delle sorelle Iadi - altro
importante ammasso aperto nella cost. del Toro, pure figlie di Atlante - e
vennero poi collocate in cielo.
Secondo un’altra
versione, Orione si innamora di tutte le Sette Sorelle e le rincorre per conqui-starle
ma queste fuggono in continuazione. Gli dei, mossi a compassione, le
trasformano in colombe e, successivamente, le collocano in cielo a formare il
famoso ammasso. Nelle figure mitologiche della sfera celeste il Toro,
infuriato, affronta Orione e si pone a difesa delle fanciulle.
Allo zenit è ben visibile un gruppo di stelle ai
vertici di un pentagono irregolare: è la cost. dell'Auriga, con la luminosa stella Capella. Più a est troviamo i Gemelli
Castore e Polluce; poi, ancora più a est il Leone, con alcune stelle ben
luminose. Tra i Gemelli e il Leone si trova la cost. del Cancro, formata da stelle poco
luminose, con il notevole ammasso aperto M44.
In
direzione nord, a 45° sopra l’orizzonte, è sempre presente, immobile a fare da
perno di rotazione alla volta celeste, la Stella
Polare, punta del timone del Piccolo Carro; mentre dall'oriz-zonte di
nord-est comincia a risalire l'Orsa
Maggiore, le cui sette stelle più luminose formano il Grande Carro, sotto il quale è visibile
il Leone con la brillante
stella Regolo, che preannuncia già il
cielo primaverile.
In
questo mese nelle ore che seguono il tramonto, il cielo occidentale è dominato
dalla luminosa presenza di Venere,
proiettata nella cost. dei Pesci e, più alto sull'orizzonte, Giove, proiettato nella cost. dell'Ariete.
Da non perdere negli ultimi giorni del mese le congiunzioni di entrambi i
pianeti con la Luna in fase crescente: per Venere la sera del 25 febbraio e per
Giove la sera del 26.
Allineati
lungo l'eclittica nella stessa zona di cielo, ma più bassi sull'orizzonte e
visibili con maggiore difficoltà, Urano e Mercurio. Per Urano la
sera del 10, poco dopo il tramonto del Sole, è interessante la congiunzione con
Venere a soli 20' di distanza angolare.
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Aldo Righelli