Allegato alla circ. 10-2011
IL CIELO DI NOVEMBRE 2011
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In novembre il Sole anticipa
sempre di più il tramonto per cui, grazie anche al ritorno all'ora solare, avremo a disposizione
qualche ora in più per osservare la volta celeste.
Appena fa buio, la prima luce ad
accendersi sull'orizzonte est, sarà il pianeta Giove con la sua "corte" dei quattro
satelliti galileiani. Prosegue il periodo di ottima visibilità del pianeta
gigante del Sistema Solare da seguire il più
possibile con continuità per osservare il continuo mutare della sua turbolenta atmosfera.
Volgendo lo sguardo verso la zona sud della volta celeste avremo modo di vedere, bassa sull'orizzonte, l'unica stella di prima grandezza dell'emisfero australe visibile alla nostra latitudine: Fomalhaut, la stella alfa (più luminosa) della costellazione del Pesce Australe.
Risalendo lungo il meridiano verso nord incontreremo il grande quadrilatero di Pegaso e allo zenit, proprio sopra la nostra testa, la costellazione di Andromeda, nella quale sarà interessante osservare la stella gamma Almach, una bella stella doppia le cui componenti mostrano un deciso contrasto di colori: azzurro la più luminosa e giallo-arancio la più debole. Ma in questa costellazione è la Galassia di Andromeda (M31) che merita tutto il nostro interesse poiché questo è il periodo migliore per osservarla in tutta la sua maestosa bellezza. Ricordiamolo ancora una volta: la galassia di Andromeda è il più lontano oggetto (due milioni e mezzo di anni luce di distanza) che si possa vedere a occhio nudo. Purtroppo, dai nostri cieli l'osservazione non sarà mai nelle migliori condizioni a causa dell'inquinamento luminoso che rende poco visibili gli oggetti celesti deboli ed estesi come le galassie e le nebulose. Comunque, soprattutto in caso di cielo molto limpido, l'osservazione dalla Galassia di Andromeda non sarà deludente.
Spostando lo sguardo oltre lo
zenit un po' più verso nord vedremo il caratteristico zig zag delle stelle più luminose di Cassiopea,
all'interno della quale potremo ammirare un ammasso aperto (1) che porta il numero 103 del
catalogo di Messier. Un po' verso est ancora più spettacolare sarà il Doppio Ammasso
di Perseo (NGC869
e NGC884), posto tra Perseo e Cassiopea: si tratta di un brulicare di migliaia di stelle,
da osservare con un binocolo o con il telescopio a bassi
ingrandimenti.
A sera inoltrata verso est
vedremo sorgere le costellazioni zodiacali che domineranno il cielo nell'imminente inverno: prima il Toro
con Aldebaran e successivamente i Gemelli con Castore e Polluce. Sopra i
Gemelli e il Toro è facilmente identificabile un'altra costellazione che
vedremo ben alta in cielo nei prossimi mesi:
si tratta dell'Auriga, dalla caratteristica forma a pentagono, in cui uno dei vertici è rappresentato
da una delle stelle più luminose della volta celeste, Capella. A sudest cominceranno a rendersi visibili
le costellazioni tipiche dell'inverno cioè Orione e il Cane Maggiore, con la
luminosissima Sirio. A settentrione troviamo l'Orsa Maggiore molto
bassa sull'orizzonte, immersa nelle
foschie autunnali e l'Orsa Minore, con la Stella Polare immobile
ad indicarci il nord.
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(1) Per ammasso si intende un raggruppamento di stelle molto ravvicinate tra loro. Mi sia permesso il confronto con le api: le stelle, in generale, sono disperse nello spazio, molto lontane le une dalle altre, analogamente alle api disperse nei prati alla raccolta del nettare; negli ammassi le stelle sono raggruppate come le api quando formano uno sciame. Si dividono in ammassi aperti, formati da alcune centinaia o poche migliaia di stelle, ben ravvicinate tra loro e ammassi globulari, formati da centinaia di migliaia o milioni di stelle, molto più ravvicinate tra loro.
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Aldo Righelli