Allegato alla circ. 13-2009
IL CIELO DI DICEMBRE
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Il 21 dicembre, alle ore 18:46, c’è il solstizio d'inverno e ha inizio l'inverno astronomico. In questo giorno il Sole si trova sotto l’equatore celeste di oltre 23°, per cui l’arco del suo percorso giornaliero sopra il nostro orizzonte è il più breve e basso dell’anno. Il 21 dicembre quindi avremo il dì più corto e la notte più lunga dell’anno. [Non è vero che “santa Lucia - 13 dicembre - è il giorno più corto che ci sia” come recita la filastrocca popolare!]
Nella parte occidentale della volta celeste sono ancora ben visibili, ancora alte sull’orizzonte, alcune costellazioni autunnali come Andromeda (con la splendida Galassia omonima), Perseo e Cassiopea quasi allo zenit. In questa zona di cielo potremo ammirare, anche con un semplice binocolo, il cosiddetto “Doppio Ammasso di Perseo”, situato a metà strada tra Cassiopea e Perseo.
Nella parte orientale del cielo incontreremo già ben alto sull'orizzonte un pentagono di stelle: è la costellazione dell'Auriga, la cui stella più luminosa, di tonalità bianco giallastra, è la splendente Capella. Nell’Auriga si trovano tre ammassi aperti compresi nel catalogo di Messier: M36-M37-M38, molto cospicui e veramente belli se osservati al telescopio.
Spostando la nostra attenzione verso sud notiamo un'altra stella molto luminosa, di colore arancio: si tratta di Aldebaran, la stella alfa della costellazione del Toro. Un paio di ammassi aperti, composti da stelle giovani, arricchiscono questa costellazione: sono le Iadi e le Pleiadi.
Le Iadi, disposte a V a formare la testa del Toro, si trovano nei pressi di Aldebaran (ma solo apparentemente, poiché sono distanti oltre 130 anni luce, il doppio di Aldebaran (lontana 65 a.l.). Se ne possono osservare cinque o sei a occhio nudo ma, con un telescopio, se ne vedono fino a circa 250.
Le Pleiadi, M45 del catalogo di Messier, sono l'ammasso aperto di giovani stelle più ammirato di tutto il cielo fin dall’antichità. A occhio nudo si distinguono sei o sette stelle (dipende molto dalla limpidezza del cielo e dalla propria acutezza visiva), ma con un medio telescopio se ne possono contare diverse centinaia. Sono stelle bianco-azzurre, molto calde e luminose, nate tutte nel grembo della stessa nebulosa circa 80 milioni di anni fa e distanti circa 400 anni luce.
Proseguendo verso sud-est incontriamo un quadrilatero di stelle molto luminose, con al centro tre stelle altrettanto luminose e ben allineate: si tratta della costellazione di Orione, la regina delle costellazioni invernali. Dicembre, gennaio e febbraio sono i mesi nei quali Orione si vede in ore serali nelle migliori condizioni. Un po' più a nord-est troviamo una coppia di stelle facilmente riconoscibili: sono Castore e Polluce, le due stelle più luminose della costellazione dei Gemelli, altra bellissima costellazione invernale. Più vicino all'orizzonte noteremo poi una stella ancor più luminosa di tutte quelle finora citate: si tratta di Sirio (costellazione Cane Maggiore), che identifica, con il suo cangiante splendore, l'inverno del cielo boreale.
I Gemelli – Secondo una versione della mitologia,
i Gemelli sono Castore e Polluce, entrambi figli di Leda. Polluce nacque
dall’unione di Leda con Giove (che la sedusse trasformandosi in cigno) mentre
Castore nacque dall’unione di Leda con il legittimo marito. Castore e Polluce
crebbero molto legati l’uno all’altro e affrontarono insieme molte avventure.
In una di queste, Castore (mortale) venne ucciso.
Allora Polluce, affranto dal dolore, chiese al padre Giove di dividerne
la sorte. Giove accettò la richiesta e pose entrambi in cielo nell’omonima
costellazione, dove sono raffigurati abbracciati.
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Principali
dati astronomici del Sole si trova in Ofiuco; il 17 passa nel Sagittario
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Le
fasi della Luna
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Aldo Righelli