Associazione Astrofili Mantovani

Le costellazioni invernali

Orione

In inverno non ci sono dubbi su quale costellazione fare riferimento per orientarsi, infatti si volgerà sicuramente lo sguardo verso Orione. Questa grande costellazione si colloca intorno all'equatore celeste ed è riconoscibile molto facilmente per il grande numero di stelle luminose che la compongono. Fra esse Rigel e Betelgeuse sono le più luminose, conosciute anche per il loro contrasto cromatico, rispettivamente bianca la prima e rosso-arancio la seconda. Ma Orione è famoso e osservato per le nebulosità di tutti i tipi che vi si trovano. La nebulosa piu fotografata e spettacolare è M42, visibile anche ad occhio nudo al centro del la costellazione. Senza ombra di dubbio, M42 è l'oggetto celeste più bello, che appare in un telescopio medio come una grande nebulosa verdastra in cui sono contenute quattro stelle luminose chiamate il Trapezio. Altrettanto conosciuta e la nebulosa Testa di Cavallo. Si tratta di una nebulosa oscura che sovrapponendosi ad un'altra piu chiara per contrasto forma da cui il nome. Questo particolare oggetto celeste non è purtroppo visibile direttamente ma viene evidenziato solo dalla fotografia.

 
Auriga

Altra costellazione appariscente che caratterizza il cielo invernale e l'Auriga, con Capella quarta stella più luminosa del cielo, e con diversi ammassi aperti molto belli. Si riconosce facilmente per la sua forma di grande pentagono irregolare, alta nel cielo al di sopra di Orione.

 
Toro

Una delle costellazioni più antiche, nota ai popoli di tutto il mondo fin dall'alba della civiltà. Usualmente è raffigurata soltanto la testa del Toro, il cui muso è formato dall'ammasso stellare a forma di V noto come le Iadi. Il suo rosso occhio scintillante e costituito dalla stella Aldebaran, e le punte delle lunghe corna sono rappresentate da b(beta) e z(zeta) Tauri. Oltre alle Iadi, il Toro contiene il celebre ammasso delle Pleiadi, le Sette sorelle. Nella costella zione del Toro si verificò l'esplosione della supernova, osservata nel 1504, che diede origine alla Nebulosa del Granchio, M1. Tra e(epsilon) e v(omega) Tauri si trova la Nebulosa variabile di Hind, scoperta il secolo scorso da John Russell Hind; al centro di questa nebulosa si trova la stella T Tauri, prototipo di una classe di variabili irregolari che sono ritenute stelle in via di formazione. Da un punto vicino a e (epsilon) Tauri irradiano ogni anno le meteore Tauridi, raggiungendo un massimo di 12 meteore all'ora il 3 novembre. Il Sole attraversa la costellazione da metà maggio alla fine di giugno.

 
Cane Maggiore

Di questa costellazione è ben visibile Sirio, la stella più luminosa della volta celeste. E molto facile individuarla perchè si trova un po' bassa sull'orizzonte sud, a est di Orione, e perchè è caratterizzata anche dall'accentuato scintillio dovuto ai densi strati atmosferici che la sua luce deve attraversare.

 

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