Associazione Astrofili Mantovani

Prime osservazioni

LE COORDINATE CELESTI
La localizzazione di un qualsiasi astro sulla sfera celeste avviene mediante un sistema di coordinate simili come forma e funzione alla longitudine e alla latitudine terrestri. In realtà una stella può essere rintracciata in base ad allineamenti immaginari di altre stelle, così da formare dei raggruppamenti noti come "costellazioni". Usare le costellazioni va bene per trovare in cielo le stelle e gli oggetti celesti più luminosi ma non è il metodo utile per rintracciare gli astri più deboli e per niente visibili ad occhio nudo. Le coordinate usate per determinare la posizione degli astri sulla carta celeste sono: l'Ascensione Retta (A.R. o la lettera greca alfa) e la Declinazione (D o la lettera greca delta). L'ascensione retta è la distanza, misurata lungo l'equatore celeste, del cerchio orario (cerchio della sfera celeste passante per la stella e per i poli celesti) dell'astro considerato dal "punto gamma". Essa corrisponde alla longitudine terrestre e si conta in ore, minuti e secondi, a partire da un punto fisso ben determinato, chiamato "punto vernale" o "punto gamma". Questo punto di origine delle A.R è il punto della volta celeste - scelto per convenzione come per il meridiano 0 di Greenwich - dove l'eclittica (orbita apparente percorsa dal Sole sulla volta celeste in un anno) incrocia l'equatore celeste e corrisponde all'equinozio di primavera del 21 marzo. La declinazione, che corrisponde alla latitudine terrestre, è la distanza angolare di un astro dall'equatore celeste e si misura in gradi: verso nord è positiva e va da 0° a +90°, verso sud è negativa e va da 0° a -90°. Queste due coordinate sono state scelte in quanto sono fisse e non sono soggette a variazioni apprezzabili nel tempo (prescindendo da effetti a lungo periodo quali precessione, nutazione e moto proprio). In realtà uno di questi effetti minori, la "precessione" assume un ruolo importante nella determinazione delle posizioni sulla volta celeste. Infatti l'asse di rotazione della Terra non è immobile, ma si sposta lentamente in senso orario dando luogo al fenomeno appunto della "precessione degli equinozi". Una rotazione completa richiede 26 mila anni, durante i quali il punto gamma attraversa tutta la sfera celeste. Questo significa che le coordinate degli astri cambiano lentamente; per una stella situata sull'equatore celeste l'aumento dell'AR vale circa 6 minuti al secolo, una quantità piccola nell'arco della vita umana ma di cui bisogna comunque tener conto. Per questo motivo nei cataloghi e negli atlanti stellari che riportano le posizioni in base all'A.R e alla D compare l'anno al quale si riferiscono, attualmente il 1950 o il 2000. Per la realizzazione pratica della carta del cielo si opera una vera e propria proiezione della sfera celeste sul piano. Le ascensioni rette sono rappresentate da una serie di raggi che suddividono il cerchio in 24 parti uguali di 15° ciascuna. Se 15° corrispondono ad 1h, 1° corrisponderà a 4m. Le declinazioni saranno date da una serie di cerchi concentrici che, partendo dal polo nord, si allargano fino all'equatore celeste (declinazioni positive) e oltre l'equatore celeste (declinazioni negative). Il tutto prenderà la forma di due cerchi, uno per l'emisfero boreale e l'altro per quello australe, su cui sarà riportata la griglia delle ascensioni rette e delle declinazioni e saranno disegnate le stelle, le più luminose raggruppate nelle costellazioni, e gli altri oggetti celesti. Dopo aver ampiamente parlato dell'ascensione retta e della declinazione e di come entrambe contribuiscano a formare la carta del cielo costituendo il cosiddetto "Sistema Equatoriale" bisogna spendere alcune parole sul "Sistema Altazimutale" e sul "Sistema Orario" entrambi usati per cercare le stelle sulla volta celeste.

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