Associazione Astrofili Mantovani

Gli strumenti di osservazione

Telescopi misti
In questa categoria di telescopi rientrano tutti quelli in cui la formazione dell'immagine avviene sia tramite elementi a riflessione che a rifrazione.


SCHMIDT Telescopio Shmidt

La prima applicazione di un telescopio misto, o catadiottrico, si ebbe nel 1930 quando Schmidt, tecnico dell'osservatorio di Amburgo, pensò di accoppiare una lastra trasparente asferica ad uno specchio sferico. Lo strumento cosi realizzato è universalmente noto come telescopio di Schmidt e fornisce un grande campo utile. Lo Schmidt è prettamente uno strumento fotografico che lavora con rapporti d'apertura molto spinti. Le immagini si formano su una superficie sferica il cui raggio di curvatura corrisponde alla focale dello specchio. Dopo questa scoperta i telescopi misti sono stati oggetto di un enorme numero di ricerche, che hanno portato ad una quantità impressionante di soluzioni. Quella che è diventata più popolare nel campo degli astrofili è la configurazione Schmidt-Cassegrain, grazie anche alla produzione in grande serie di alcune ditte.

SCHMIDT-CASSEGRAIN telescopio Shimdt-Cassegrain

Si tratta di strumenti molto compatti, con uno specchio primario sferico e una lastra asferica nel fuoco, ed uno specchio secondario convesso. Questa soluzione, benché non vanti un campo esteso come lo Schmidt puro, ha pur sempre un campo sufficientemente ampio per gli astri non troppo estesi, sia per l'osservazione visuale (circa un grado), che per quella fotografica. Un altro vantaggio, rispetto al Cassegrain, si ha nel fatto che lo specchio secondario non richiede barre di sostegno, in quanto è direttamente collegato alla lastra correttrice. Inoltre il tubo è chiuso, per cui si ha minore turbolenza e il trattamento riflettente è molto più duraturo. Gli Schmidt-Cassegrain commerciali con specchi di 20 cm pesano neanche 15 kg e sono diventati gli strumenti trasportabili per eccellenza. Il loro rapporto focale (in genere f/10) li rende abbastanza universali, anche se il secondario piuttosto grande penalizza le immagini planetarie rispetto ai rifrattori di pari apertura.

HomePage | Tecnica | Scrivi all'Associazione | Scrivi al WebMaster